Da trent'anni Anna Maria Barberini porta avanti a Volterra il Frantoio dei Colli Toscani, primo aderente al Consorzio dell'Olio Toscano IGP nel 1996 e pioniere dell'export in Europa e oltre oceano. Oggi l'ecosistema Barberini comprende la bottega e wine bar Volaterra nel centro storico medievale, la guest house Casa Volaterra in un'antica fornace e il ristorante gourmet Il Maramaldo a Lajatico — comune natale del padre Dino e paese di Andrea Bocelli, oggi il più ricco d'Italia per reddito medio. Il figlio Jonni guida la nuova generazione; lo scarto del frantoio alimenta un impianto di biomassa condiviso con altri produttori del territorio.
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La VII edizione di "Fireflies Experience" fa tappa a Colliano, nel Salernitano, per lanciare la candidatura IGP della Patata di montagna locale: 400 produttori, un prodotto legato a tradizioni tramandate da generazioni e il pieno sostegno dell'assessore regionale Caputo e del presidente della Provincia Alfieri. AIC Salerno capofila dell'iniziativa.
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Nata nel 2007 a San Giuseppe Jato, la Cooperativa Pio La Torre – Libera Terra coltiva circa 200 ettari di terreni confiscati alle principali famiglie mafiose corleonesi — da Brusca a Riina e Provenzano. In regime biologico, 25 giovani producono seminativi, olio, vino (Nero d'Avola, Perricone, Grillo), legumi tipici e pomodoro siccagno. Il nome onora Pio La Torre, il politico assassinato nel 1982 che con la legge n. 646 introdusse il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni: strumento giuridico che ha reso possibile questa esperienza di riscatto.
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Carmelo Pira portò dalla Sardegna alla Tuscia viterbese una tradizione casearia secolare, arrivando nel 1955 a Ischia di Castro (VT). Oggi i figli Gianni e Tonino gestiscono oltre 1.500 pecore sarde e 80 capre in regime biologico semibrado, producendo formaggi a latte crudo — freschi, stagionati fino a 15 anni in grotta, aromatizzati con mirto, vinaccia, farro e miele — e salumi artigianali. La sorella Francesca guida l'agriristoro, Piera ha aperto un'azienda apistica. La tenuta ospita anche una fattoria didattica e tirocini per istituti alberghieri.
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AIC porta a Prishtina le eccellenze del made in Italy agroalimentare per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo 2022: olio extravergine APO Cosenza, vini Sorelle Bronca e pasta Scaglione. Protagonista della serata la performance culinaria di Maria Carmela Alfano con le shtridhëla arbëresh, pasta tradizionale che ha emozionato il pubblico kosovaro ritrovando nelle sue radici linguistiche le parole del cibo condiviso.
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In occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, AIC torna nei Balcani con una doppia tappa a Tirana e Prishtina: eccellenze enogastronomiche italiane, lotta all'Italian sounding e confronto con partner locali per valorizzare convivialità, sostenibilità e innovazione del sistema agroalimentare italiano.
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Dal 1892 la famiglia Pollara porta avanti a Corleone una tradizione vitivinicola oggi giunta alla quarta generazione, con circa 40 etichette prodotte dai vitigni più rappresentativi della Sicilia — Nero d'Avola, Nerello Mascalese, Syrah, Grillo, Grecanico, Inzolia — distribuite in Europa e negli USA. L'azienda aderisce a SOStain Sicilia per la certificazione green, offre enoturismo con prenotazione online e ospita i winelovers nell'agriturismo Tenuta Pollara, immerso tra i vigneti.
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Il MIPAAF stanzia 1 milione di euro per l'annualità 2022 a favore dei produttori vitivinicoli DOP, IGP e BIO che investano in sistemi digitali — QR code in etichetta collegati a siti web multilingue — per promuovere enoturismo e tradizioni enogastronomiche locali. Contributo a sportello da 10.000 a 30.000 euro per progetto.
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Il 2021 segna un doppio record per l'agroalimentare italiano: import a quota 48,28 miliardi di euro (+13,6%) ed export che supera per la prima volta i 50 miliardi (+11,3%). Il Rapporto CREA evidenzia UE e Nord America come principali mercati di sbocco, mentre il focus sulla crisi russo-ucraina mostra già a marzo 2022 contrazioni significative: -40,5% di olio di girasole ucraino, -70% di panelli e frumento tenero, -35% dell'export italiano verso la Russia.
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Da quattro generazioni la famiglia De Filpo alleva ovini, caprini e vacche da pascolo a Viggianello, nel cuore lucano del Parco del Pollino. Pio e Vincenzo trasformano fino a tre quintali e mezzo di latte al giorno in formaggi misti, caciocavallo, ricotte e nel Paddaccio — l'antico formaggio lucano a forma di palla ricavato dai residui di cagliata. Hanno anche recuperato dall'estinzione la Rapasciona di Viggianello, zuppa contadina vegana di mais, grano e fagioli cotta alla pignata. Filiera cortissima: pascolo, stalla e caseificio nel raggio di poche centinaia di metri.
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