Alessandro Gilotti, ex manager del settore petrolifero, e la moglie Claudia hanno ristrutturato un casale abbandonato sulle colline di Todi per dare vita a Passo della Palomba: 80 ettari con 7.000 ulivi, 5 oli monovarietali da cultivar Moraiolo, Frantoio, Leccino, Dolce Agogia e Don Carlo (con ulivi secolari in rete Presidio Slow Food), vini d'autore, cosmesi vegetale e cioccolate spalmabili all'olio d'oliva. Vendita BtoC diretta in Italia, USA, Canada, Europa e Australia. Premio Miglior Frantoio al Secondo Concorso Nazionale del Turismo dell'Olio promosso dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio.
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AIC partecipa alla sesta edizione del Terre Sicane Wine Fest a Contessa Entellina con uno stand di prodotti associati e un talk sulla digitalizzazione dell'agroalimentare. Al centro del dibattito: come le imprese agricole siciliane possono aprirsi ai mercati internazionali attraverso l'e-commerce, cresciuto dell'84% dal 2021.
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Da oltre cento anni la famiglia Catarci custodisce il lago di Nemi, nei Castelli Romani: Carlo porta avanti la quarta generazione di pescicultori iniziata dal nonno Rocco, dedicata al ripopolamento del Coregone (Lavarello), specie bioindicatrice che prospera solo in acque pulite. Negli anni Settanta la famiglia si batté contro l'inquinamento che aveva distrutto il 90% della fauna ittica del lago; oggi gestisce un catamarano elettrico a energia solare e conduce attività di educazione ambientale per scuole e famiglie. L'allarme attuale è la crisi idrica: il lago è calato di cinque metri, un metro e sessanta solo nell'ultimo anno e mezzo.
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Il Regolamento UE 2024/1143 — il "Testo Unico della Qualità" — riforma le Indicazioni Geografiche per cibo, vino e bevande spiritose: più poteri ai consorzi (gestione delle quantità estesa a 6 anni), geo blocking via EUIPO contro l'imitazione online, obbligo del nome del produttore in etichetta e semplificazione dei tempi di registrazione a 6 mesi. AIC vede nella riforma un'opportunità per le aree interne, dove i riconoscimenti DOP e IGP sono già stati un moltiplicatore economico per i piccoli produttori.
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Michele e Pierluigi Travaglini sono tornati alle radici di famiglia a Campomarino, nel Molise, per portare avanti una storia vitivinicola che risale al 1938. In regime biologico, coltivano vitigni autoctoni risalenti ai Sanniti — la Tintilia in testa, uva simbolo del Molise — e producono quasi 12 referenze per 95mila bottiglie l'anno, esportate in nove paesi europei. Tra le produzioni più singolari: il moscato affinato in mare, imbottigliato e poi lasciato a 55 metri di profondità per otto mesi prima della commercializzazione.
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Con la recente entrata in vigore della riforma europea delle Indicazioni Geografiche (IG), l’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) fa il punto sulle grandi novità che ridisegnano il comparto agroalimentare. Il nuovo regolamento si fonda su quattro pilastri strategici: una maggiore centralità e nuovi poteri ai consorzi di tutela, il rafforzamento della protezione dei prodotti anche online tramite geo-blocking, una decisa semplificazione burocratica e l'introduzione di criteri di sostenibilità ambientale. Si tratta di una svolta cruciale per valorizzare la trasparenza in etichetta e difendere le eccellenze del Made in Italy dalle imitazioni sui mercati internazionali.
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Daniele Borando porta avanti a San Pietro Mosezzo (NO), sui terreni storicamente affittati dall'Ospedale Maggiore della Carità di Novara, una delle sole due aziende sementiere risicole in Italia. Dal 1996 produce, certifica e commercializza sementi di riso con un centro di ricerca interno dedicato al miglioramento genetico: 11 nuove varietà iscritte al catalogo comunitario UE, 4 alla Federazione Russa, 2 in Turchia, 2 in Marocco. Varietà storiche come il Carnaroli (Sant'Andrea) vengono custodite nel segno della biodiversità e della sovranità alimentare, in controtendenza rispetto ai colossi delle multinazionali sementiere.
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Il Presidente AIC Giuseppino Santoianni commenta l'operazione dei NAS in coordinamento con il Ministero della Salute: sequestrati oltre 46mila litri di olio contraffatto con olio di semi, clorofilla e beta-carotene, 26 persone denunciate. Un attacco al patrimonio gastronomico italiano e alla credibilità del Made in Italy agroalimentare.
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Per l'ottava edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, AIC porta a Tirana vino, olio EVO biologico e innovazione digitale: in collaborazione con l'Ambasciata italiana, l'ICE e l'Istituto Italiano di Cultura, le aziende associate — dal Prosecco Superiore al Parco del Pollino, fino alla Sicilia — incontrano il pubblico albanese con degustazioni guidate dall'AIS e strumenti promozionali digitali sviluppati con la cooperativa Mediterranei.
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Importante missione istituzionale in Albania per l'Associazione Italiana Coltivatori. La delegazione guidata dal Presidente Giuseppino Santoianni ha incontrato i rappresentanti del governo locale e l'Ambasciatore italiano per condividere il know-how sulle migliori pratiche agroecologiche e attivare canali commerciali strategici, contrastando l'Italian sounding nell'intera area dei Balcani.
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